Impresa e sapere universitario dialogano. Il 27 giugno i ricercatori di UniCa incontreranno gli imprenditori. Sonderanno le esigenze del mercato attuale. Si avvicineranno alle richieste dei produttori locali per soddisfare bisogni particolari, per progettare insieme nuove soluzioni che valorizzino le caratteristiche del territorio, i suoi prodotti, con metodologie innovative.

Ricerca, impresa e territorio. Questi i termini chiave messi a sistema, i caposaldi di un nuovo modo di intendere il rapporto fra università e territorio, impresa e ricerca. Aspetti di un’unica medaglia, quella dell’innovazione, l’esito di contributi molteplici. Le soluzioni più innovative nascono infatti dal confronto, dallo scambio, dall’interazione fra più portatori di interesse. Le prospettive individuali si intersecano e danno risposta alle domande formulate dai diversi portatori di interesse. L’obiettivo è quello di contribuire alla crescita del territorio, per metterne in risalto le potenzialità caratteristiche e contribuire così alla costruzione di una fitta rete sociale, economica, culturale.

L’evento del 27 giugno avrà quindi una duplice missione. Da una parte mettere in contatto realtà differenti, imprese e università e al contempo contribuire al processo di sviluppo del territorio, il luogo in cui si inserisce il lavoro di cooperazione fra imprese e università.

L’università è in grado di fornire un contributo rilevante. Le ricerche condotte in aula, nei laboratori possono essere trasferite. Mostrano di essere utili. Possono essere applicate in vari ambiti economici, i più caratteristici del territorio.

L’Agrifood è uno di questi. Un settore di punta in Sardegna per la predominanza di attività a vocazione agro-pastorale. Alcuni servizi proposti dalla ricerca universitaria mirano al miglioramento della filiera agroalimentare.

È il caso dei cosiddetti prodotti di IV gamma, prodotti ortofrutticoli freschi, lavati, confezionati e pronti al consumo. L’Università in questo caso mette a disposizione delle aziende tecnologie di monitoraggio innovative a favore del rilevamento della qualità di frutta e verdura e inoltre della loro idoneità igienico-sanitaria.

L’obiettivo è quello di individuare i punti di maggiore criticità all’interno della catena produttiva degli ortofrutticoli minimamente trasformati con particolare attenzione agli effetti di possibili interruzioni della catena del freddo sui prodotti commercializzati con scadenzed brevi (dai 5 ai 9 giorni).

Altre ricerche offrono invece l’opportunità di valorizzare i prodotti tipici, quelli tradizionali del territorio, con l’intento di sviluppare alimenti funzionali con proprietà nutraceutiche. Nell’ultimo decennio infatti il segmento della ricerca nel settore alimentare si è rivolto all’innovazione e alla differenziazione di prodotti per espandere il mercato ad alimenti di qualità nutrizionale ed organolettica. Si tratta di alimenti funzionali, in cui al valore nutrizionale si associano spiccate proprietà salutistiche.

In questo senso le aziende possono ricevere un supporto legato alla qualità e specificità alimentari necessarie alla valorizzazione del prodotto. Possono inoltre avere informazioni utili in merito ai cambiamenti composizionali degli alimenti durante le varie fasi di produzione. Al contempo hanno modo di usufruire di meccanismi di protezione da contraffazione e infine beneficiare di interventi tecnologici per eliminare il rischio microbiologico e le alterazioni degli alimenti.

Ma questi sono solo alcuni esempi. Il 27 giugno verranno indagati ulteriori campi di ricerca utili alla crescita aziendale di piccole, medie o grandi realtà imprenditoriali legate al settore dell’agrifood.

Chiunque fosse interessato potrà cogliere l’occasione per discutere dell’applicabilità delle ricerche condotte in ambito universitario e della loro utilità nel mondo dell’impresa.